martedì 12 febbraio 2013
Quando finisci di fare la Babysitter?!
domenica 20 gennaio 2013
Corso di preparazione alla nascita
E' in partenza un'iniziativa veramente interessante frutto dell'idea di due mamme che con la nascita dei loro bambini hanno potuto comprendere fino in fondo quanto ci sia bisogno di un sostegno alle future famiglie non solo prima ed esclusivamente per l'esperienza del parto, ma anche e soprattutto dopo questo memorabile giorno.
L'idea è semplice ma fondamentale: fornire assistenza ai genitori su argomenti come le ansie della gestazione, la figura del padre durante il parto, la depressione post-partum, il rapporto di coppia dopo la nascita e la sessualità e molto altro...
Lo scopo del corso è offrire alla coppia un’occasione di confronto e di sostegno reciproco con altri futuri genitori, in modo da giungere preparati e il più sereni possibili all’evento della nascita del proprio bambino.
Gli incontri consentiranno alle coppie di affrontare le paure e i dubbi che ci si pone rispetto all’avventura che si è intrapresa; allo stesso tempo ogni partecipante imparerà a riconoscere le proprie capacità nell’affrontare il cambiamento rappresentato dal diventare genitori.
Il corso è rivolto alla coppia, è quindi fondamentale la presenza dei futuri papà che potranno così comprendere quello che accade nel corpo e nella mente delle compagne ma anche arrivare preparati conoscendo ciò che succederà in sala parto per essere di aiuto alla mamma, al papà e al bambino.
Sono previsti 5 incontri serali di 2 ore ciascuno, di cui uno con la consulenza dell’ostetrica e del nutrizionista.
Sede: Santa Maria delle Mole, via Martiri di Belfiore 113.
Il gruppo sarà composto di un numero limitato di coppie.
Per info e prenotazioni chiamare i numeri: 333-6898804 o 3476091343
Dottoressa Claudia Cristaldi
Psicologa - Psicoterapeuta - Gruppoanalista
Iscritta all’albo degli psicologi della regione Lazio n. 15107
Dottoressa Lidia M. Mileo
Psicologo - Psicoterapeuta - Gruppoanalista
Iscritto all’albo degli psicologi della regione Basilicata n. 292
Dopo il parto vi sarà la possibilità di proseguire il percorso attraverso l'organizzazione di un corso di Massaggio Infantile con un insegnante diplomato AIMI (http://www.aimionline.it/aimi/).
sabato 23 aprile 2011
Roma che verrà

Vivo in una grande città, La grande città.
domenica 6 febbraio 2011
“Le emozioni dei bambini” di Isabelle Filliozat

In questo libro l’autrice affronta diversi aspetti della crescita emotiva del bambino e come i genitori possono affrontare gli ostacoli che sembrano insormontabili come il pianto, le paure, i “capricci” e la collera.
I. Filliozat parte dal presupposto che nessuna emozione e nessuna rappresentazione di queste è un evento da sottovalutare, nascondere o evitare ma anzi da ascoltare, accogliere e valorizzare per riuscire a costruire la fiducia nel proprio figlio e in se stessi.
Chiunque abbia a che fare con un bambino dovrebbe porsi sempre domande che mettono in discussione i propri pregiudizi e le conoscenze anche professionali, saper riconoscere i differenti stati emotivi attraverso l’ascolto attivo e accettare soprattutto che la vita è un percorso irto di difficoltà e novità travolgenti che non sempre si possono evitare o nascondere .
Uno degli aspetti di questo libro che mi ha indotto particolarmente a riflettere è stato il modo in cui l’autrice definisce la collera.
La collera è uno di quei tabù emotivi che spesso i genitori impongono ai figli. Come il pianto, le lagnanze, le bugie e a volte le paure l’espressione della collera viene visto come un evento negativo per il rapporto familiare e sociale in generale provocatore di reazioni violente o imbarazzanti. Tutto questo perché si associa generalmente il termine collera al termine violenza, ma non è una relazione in realtà così stretta.
La violenza tende ad allontanare l’altro, è questo il suo obiettivo principale (tralasciando in questa sede le motivazioni più profonde) mentre la collera è l’espressione di un bisogno di ristabilire un equilibrio, la risposta ad una frustrazione, la difesa dei propri desideri, del proprio essere che non esclude però a priori una comunicazione con l’altro ma anzi la ricerca. L’espressione della collera rientra nel normale processo di accettazione di un evento. Quando un bambino non riesce ad accettare una decisione od una situazione impostagli affronta una serie di emozioni per maturare la rinuncia: la negazione, la collera, la contrattazione, la tristezza e l’accettazione. Si tratta di un susseguirsi anche irregolare di sentimenti che però sono necessari per affrontare un ostacolo che agli occhi del bambino risulta troppo grande da superare, non ha importanza che sia semplicemente la negazione del secondo giro sulla giostra o il ritardo della mamma per la poppata mattutina!
Un bambino che esplode in un impeto collerico può spaventare, dà l’impressione di essere fuori controllo e pronto a scattare violentemente contro tutti, se si prede la decisione di sottolineare questa tendenza violenta con frasi tipo “visto come sei cattivo?” il bambino si convincerà di esserlo ed utilizzerà la muta violenza come sfogo invece della chiassosa collera. Se invece ci facciamo coraggio e riusciamo a superare l’attimo di paura- vergogna- rabbia che naturalmente siamo portati a sentire in quell’istante e decidiamo di ascoltare l’emozione e rispettarla, forse insieme potremo trovare una soluzione più positiva alla collera del bambino e perché no anche nostra! (un’alternativa alla giostra, l’anticipo della poppata e così via). Con il tempo le tecniche si potranno affinare insieme permettendo così a tutta la famiglia di crescere insieme in armonia e nel rispetto delle emozioni di tutti!
martedì 1 febbraio 2011
Petizione MOBILITAZIONE NAZIONALE DONNE

Per essere cittadini bisogna impegnarsi.
mercoledì 26 gennaio 2011
Benefici del massaggio infantile per le mamme con depressione post-natale

di Vivette Glover, Katsuno Onozawa e Alison Hodgkinson Queen Charlotte's and Chelsea Hospital (luglio 2002).
L'articolo illustra come il corso di massaggio IAIM possa aiutare le mamme che soffrono di depressione post-natale.
Stabilito che la depressione è un male che affligge un numero non insignificante di donne (circa il 10% delle
neo-mamme) le autrici decidono di condurre uno studio comparato su due gruppi di genitori in cui è stato riscontrato presso il Queen Charlotte's and Chelsea Hospital di Edimbugo lo stato di depressione post-natale materno. Ai due gruppi omogenei è stata somministrata una diversa terapia: al primo è stato permesso di usufruire del controllo psicologico e del sostegno farmacologico fornito dall'ospedale secondo le terapie standard, al secondo è stato sottoposto un corso di massaggio infantile dell'IAIM.
La cura di una donna che soffre di depressione dopo il parto è importante non solo per l'integrità mentale di questa, ma anche per dare la possibilità al bambino (o bambina ovviamente) di godere dei benefici del contatto sano con la madre. E' riscontrato infatti nei neonati un atteggiamento di “imitazione” del comportamento materno. Essendo la madre il loro unico punto fermo, i neonati tendono ad
identificarsi con essa e a “copiare” i suoi stati d'animo, diventando così spesso imprevedibili, eccessivamente chiusi, irritabili o addirittura depressi (il termine copiare deve essere inteso non come atteggiamento consapevole ma come naturale conseguenza dell'attaccamento che il bambino cerca di instaurare con la madre). Questi comportamenti “difficili” si insediano nella natura del piccolo e tendono a rimanere, attivi o latenti, almeno fino ai 18 mesi, ma spesso continuano a creare problemi legati ai normali processi di apprendimento e di crescita anche oltre questa età.
L'articolo illustra come il corso di massaggio IAIM possa aiutare le mamme che soffrono di depressione post-natale.
Stabilito che la depressione è un male che affligge un numero non insignificante di donne (circa il 10% dell
e neo-mamme) le autrici decidono di condurre uno studio comparato su due gruppi di genitori in cui è stato riscontrato presso il Queen Charlotte's and Chelsea Hospital di Edimbugo lo stato di depressione post-natale materno. Ai due gruppi omogenei è stata somministrata una diversa terapia: al primo è stato permesso di usufruire del controllo psicologico e del sostegno farmacologico fornito dall'ospedale secondo le terapie standard, al secondo è stato sottoposto un corso di massaggio infantile dell'IAIM.
La cura di una donna che soffre di depressione dopo il parto è importante non solo per l'integrità mentale di questa, ma anche per dare la possibilità al bambino (o bambina ovviamente) di godere dei benefici del contatto sano con la madre. E' riscontrato infatti nei neonati un atteggiamento di “imitazione” del comportamento materno. Essendo la madre il loro unico punto fermo, i neonati tendon
o ad identificarsi con essa e a “copiare” i suoi stati d'animo, diventando così spesso imprevedibili, eccessivamente chiusi, irritabili o addirittura depressi (il termine copiare deve essere inteso non come atteggiamento consapevole ma come naturale conseguenza dell'attaccamento che il bambino cerca di instaurare con la madre). Questi comportamenti “difficili” si insediano nella natura del piccolo e tendono a rimanere, attivi o latenti, almeno fino ai 18 mesi, ma spesso continuano a creare problemi legati ai normali processi di apprendimento e di crescita anche oltre questa età.
Tornando allo studio di Glover, Onosawa e Hodgkinson. Avendo appreso come il massaggio avesse già fornito risultati positivi sui bambini in TIN o nei casi d'immaturità del sistema gastrointestinale (es. coliche e stipsi) o in altri episodi, le autrici hanno stabilito come obiettivo principale il miglioramento della comunicazione e quindi del bounding tra neonato e madre e in seguito l'eventuale variazione dello stato depressivo di quest'ultima. Il metodo di osservazione usato è stato la registrazione video all'inizio ed alla fine del trattamento.
Quello che le autrici hanno potuto riscontrare è stata una notevole differenza tra i due gruppi con il significativo miglioramento dei partecipanti al gruppo frequentante il corso di massaggio infantile.
Miglioramento in che senso? Molto semplice: mentre attraverso la cura farmacologica e la consulenza riuscivano solo a favorire lo stato della madre, il corso di massaggio è riuscito a stabilire un miglioramento anche nel rapporto tra madre e bambino. Una delle motivazioni scientifiche proposte dalle autrici è il rapporto tra massaggio e rilascio di ossitocina. E' provato infatti che massaggiare favorisce la produzione di questa sostanza che favorisce a suo tempo la naturale predisposizione della madre nei confronti della cura del suo cucciolo (il termine “cucciolo” è voluto per sottolineare che l'ossitocina agisce non solo tra umani ma in tutti i mammiferi). Ma naturalmente un semplice processo chimico, per quanto importante sia, non può risolvere tutti i problemi. Un ruolo determinante lo ha giocato la dinamica del corso stesso. Come ci viene insegnato a noi “aspiranti insegnanti” ogni passaggio del coso serve per rafforzare la consapevolezza del genitore, per condividere le difficoltà e gioire dei piccoli traguardi. La facilitazione dei rapporti promossa e praticata dagli insegnanti ha aiutato le mamme di questo corso ad affrontare questa nuova esperienza a piccoli passi e con il continuo supporto di un gruppo, del proprio compagno ma soprattutto del loro amore e dell'amore di loro figlio.
L'articolo si conclude con uno spunto molto interessante sulla possibilità di usare i gruppi di massaggio come terapia standard nei casi di comprovata depressione post-natale: considerato le enormi spese sostenute dal sistema sanitario pubblico per curare e sostenere le mamme con questo problema e per curare poi i diversi problemi di disturbo del sonno e dell'apprendimento nei bambini, aiutare con il massaggio infantile risulta una soluzione a lungo termine sicuramente più conveniente per tutti.
Ho scelto di commentare lo studio perché ho notato nei miei corsi che la depressione nelle neo-mamme è una realtà praticamente quasi sempre presente. A volte è latente, a volte soffocata, a volte manifesta. Spesso è solo un forte bisogno di fare la cosa giusta, e la paura di non riuscire fa star male.
Credo che in molti di questi casi ci sia solo bisogno di un maggiore supporto da parte degli “esperti” e un maggior spirito di comprensione e disponibilità, perché essere umani e quindi non perfetti a volte pesa di più!
Nell'ottica la proposta di inserire il massaggio infantile nelle strutture pubbliche risulta essere a mio parere un'idea vincente in quanto permetterebbe alle famiglie di usufruire di un servizio realmente utile e gratificante che spesso è in grado di unire diversi aspetti legati all'evento della nascita (supporto psicologico, sostegno e condivisione con i pari, scambio di informazioni utili...).
Qualcuno potrebbe rispondere che esistono diverse associazioni che permettono la frequentazione di corsi IAIM, ma la differenza sostanziale tra un corso a pagamento privato e un corso presso una struttura pubblica sta nella consapevolezza in quest'ultimo caso di usufruire di un servizio per diritto, il che è fondamentale nella visione di una società civile attenta ed egualitaria dove crescere bambini felici e compassionevoli in una famiglia il più lontano possibile dalla depressione!Tornando allo studio di Glover, Onosawa e Hodgkinson. Avendo appreso come il massaggio avesse già fornito risultati positivi sui bambini in TIN o nei casi d'immaturità del sistema gastrointestinale (es. coliche e stipsi) o in altri episodi, le autrici hanno stabilito come obiettivo principale il miglioramento della comunicazione e quindi del bounding tra neonato e madre e in seguito l'eventuale variazione dello stato depressivo di quest'ultima. Il metodo di osservazione usato è stato la registrazione video all'inizio ed alla fine del trattamento.
Quello che le autrici hanno potuto riscontrare è stata una notevole differenza tra i due gruppi con il significativo miglioramento dei partecipanti al gruppo frequentante il corso di massaggio infantile.
Miglioramento in che senso? Molto semplice: mentre attraverso la cura farmacologica e la consulenza riuscivano solo a favorire lo stato della madre, il corso di massaggio è riuscito a stabilire un miglioramento anche nel rapporto tra madre e bambino. Una delle motivazioni scientifiche proposte dalle autrici è il rapporto tra massaggio e rilascio di ossitocina. E' provato infatti che massaggiare favorisce la produzione di questa sostanza che favorisce a suo tempo la naturale predisposizione della madre nei confronti della cura del suo cucciolo (il termine “cucciolo” è voluto per sottolineare che l'ossitocina agisce non solo tra umani ma in tutti i mammiferi). Ma naturalmente un semplice processo chimico, per quanto importante sia, non può risolvere tutti i problemi. Un ruolo determinante lo ha giocato la dinamica del corso stesso. Come ci viene insegnato a noi aspiranti insegnanti ogni passaggio del coso serve per rafforzare la consapevolezza del genitore, per condividere le difficoltà e gioire dei piccoli traguardi. La facilitazione dei rapporti promossa e praticata dagli insegnanti ha aiutato le mamme di questo corso ad affrontare questa nuova esperienza a piccoli passi e con il continuo supporto di un gruppo, del proprio compagno ma soprattutto del loro amore e dell'amore di loro figlio.
L'articolo si conclude con uno spunto molto interessante sulla possibilità di usare i gruppi di massaggio come terapia standard nei casi di comprovata depressione post-natale: considerato le enormi spese sostenute dal sistema sanitario pubblico per curare e sostenere le mamme con questo problema e per curare poi i diversi problemi di disturbo del sonno e dell'apprendimento nei bambini, aiutare con il massaggio infantile risulta una soluzione a lungo termine sicuramente più conveniente per tutti.
Ho scelto di commentare lo studio perché ho notato nei miei corsi che la depressione nelle neo-mamme è una realtà praticamente quasi sempre presente. A volte è latente, a volte soffocata, a volte manifesta. Spesso è solo un forte bisogno di fare la cosa giusta, e la paura di non riuscire fa star male.
Credo che in molti di questi casi ci sia solo bisogno di un maggiore supporto da parte degli “esperti” e un maggior spirito di comprensione e disponibilità, perché essere umani e quindi non perfetti a volte pesa di più!
Nell'ottica la proposta di inserire il massaggio infantile nelle strutture pubbliche risulta essere a mio parere un'idea vincente in quanto permetterebbe alle famiglie di usufruire di un servizio realmente utile e gratificante che spesso è in grado di unire diversi aspetti legati all'evento della nascita (supporto psicologico, sostegno e condivisione con i pari, scambio di informazioni utili...).
Qualcuno potrebbe rispondere che esistono diverse associazioni che permettono la frequentazione di corsi IAIM, ma la differenza sostanziale tra un corso a pagamento privato e un corso presso una struttura pubblica sta nella consapevolezza in quest'ultimo caso di usufruire di un servizio per diritto, il che è fondamentale nella visione di una società civile attenta ed egualitaria dove crescere bambini felici e compassionevoli in una famiglia il più lontano possibile dalla depressione!
lunedì 8 novembre 2010
Un messaggio dal massaggio

Il bonding è un processo universale che lega indissolubilmente due esistenze, due realtà prima separate. Nel mondo animale può essere anche definito con imprintig ovvero il momento in cui il cucciolo, vedendo la madre, si lega a lei immediatamente, indissolubilmente ed inequivocabilmente (l’essere che vede davanti a se appena nato sarà sempre la sua mamma sia esso tale o no, sia esso della sua razza o no). Questo evento così immediato non è però simile per tutte le specie viventi. Nei primati e soprattutto nell’uomo il bondig è un processo più complesso, che non si esaurisce con il primo contatto visivo ma al contrario abbraccia una serie di sensazioni e tempi mai uguali.
Il processo di attaccamento tra madre e figlio, infatti, non avviene sempre al momento del parto, ma comprende in alcuni casi anche il periodo della gestazione e in altri si rivela anche tempo dopo il concepimento. L’”universo sentimentale” dell’essere umano non prevede un percorso definito ed irreversibile, si pensi ad esempio allo stupendo attaccamento che può nascere in certi casi tra bambini e genitori adottivi, anche questo è bonding. Nel suo libro sul massaggio infantile Vimala McClure usa i termini bonding e affetto per definire lo stesso fenomeno.
Per riuscire a stabilire questo speciale “contatto” si devono chiamare in gioco tutte le sfere sensoriali di cui siamo provvisti: contatto visivo, contatto epidermico, vocalizzazione e desiderio di conoscere e conoscersi. Attraverso questi “strumenti” che la natura ci ha donato possiamo instaurare con il nostro bambino un linguaggio, una comunicazione fatta di sensazioni e parole che riproducono il nostro piccolo universo e che ci permettono di crescere insieme.
Nella società moderna i continui giudizi, le pressioni economiche e sociali e i continui sforzi degli esperti di definire l’ideale di “bambino perfetto” ci hanno allontanato da questo mondo privato gettandoci in un’arena pubblica dove siamo continuamente pressati e spinti a dimostrare sempre più agli altri il nostro valore come genitori.
Non è facile ignorare questa realtà, ma la verità è che è lei ad ignorare noi e ad impedirci di crescere i nostri figli con serenità, affetto ed ascolto attivo e disinteressato.
Il massaggio di Vimala può essere uno strumento importante per riappropriarci di queste dimensioni private e cedere al bisogno di amore e complicità che la maternità porta con se. Attraverso il massaggio (e tutta la preparazione che vi precede) la madre ed il bambino riscoprono (anche sotto gli occhi affascinati dell’insegnate) il linguaggio unico del bonding, dell’attaccamento, dell’affetto unico che si crea tra loro. La regolarità giornaliera aiuta inoltre a stabilire un momento in cui genitore e figlio possono ritrovarsi, raccontarsi la giornata, sfogare le proprie angosce e condividere un momento rilassante e sereno in tutto e per tutto.
Il legame così creatosi resterà saldo ed indissolubile, pieno di amore, condivisione ed ascolto.

